Scheda nave storica

Piroscafo Patria

Piroscafo 1926 In attesa

Schema tecnico

Dati della nave

Dati principali

Tipo natante
Piroscafo
Costruttore
Cant.Odero, Sestri (Ge)
Anno varo
1926
Anno rimodernamento
1966
Stato attuale
In attesa

Dimensioni

Lunghezza
53,66 mt
Larghezza
12,30 mt
Immersione
1,35 mt
Dislocamento P.C.
286,14 t
Stazza lorda
276,85 t

Apparato motore

Costruttore
Odero
Modello
macchina a vapore
Potenza unitaria
600 CV
Combustibile
Gasolio
Numero motori
1
Potenza complessiva
600 CV

Propulsione

Tipo
Ruote a pale
Numero
2
Inversione
Al Motore

Dotazioni di bordo

Cucina
Bar
Toilette(s)
2
Radar
Aria condizionata
No
Biglietteria
Servo-timone
Sala da ballo
No

Storia

1926

La costruzione e il varo del “Savoia”

Il piroscafo viene costruito nel 1926 dalla ditta N. Odero di Genova, presso il cantiere di Dervio della “Lariana”. L’impostazione avviene il 7 giugno 1926, mentre il varo si tiene il 31 luglio dello stesso anno. Al momento del varo, l’unità riceve il nome di “Savoia”.

1943-1945

Dal “Savoia” al “Patria” e gli anni della guerra

Dopo il 25 luglio 1943, in seguito alla caduta del regime fascista, il piroscafo viene ribattezzato “Patria”. Il nuovo nome viene scelto personalmente da Felice Baragiola, presidente della “Lariana”. Nello stesso periodo anche il piroscafo gemello “28 Ottobre” cambia nome, diventando “Concordia”.

Nel tardo autunno del 1944, per proteggerlo dagli attacchi aerei, il Patria viene ormeggiato nel canale dell’isola Comacina e mimetizzato con vegetazione artificiale e reti mimetiche.

Nel gennaio 1945 il piroscafo torna però in servizio. Il 10 gennaio viene attaccato mentre naviga nel centro lago. Il capitano tenta di evitare i colpi ordinando una navigazione a zig-zag, ma la manovra risulta poco efficace a causa delle dimensioni e della velocità limitata del piroscafo. L’attacco causa cinque vittime e diciassette feriti. Uno dei feriti morirà due giorni dopo, il 12 gennaio, all’ospedale di Como.

1951-1956

Modifiche tecniche e passaggio alla Gestione Governativa

Il 23 giugno 1951 il Patria torna in servizio dopo un breve periodo in cantiere. In questa fase il fumaiolo viene accorciato di circa tre metri, conferendo al piroscafo un aspetto più “marino”. Dal punto di vista tecnico, i bruciatori delle caldaie vengono trasformati dalla combustione a carbone a quella a nafta, con un risparmio di combustibile e personale.

Il 21 agosto 1952 l’Ispettorato della Motorizzazione Civile ordina alla “Lariana” la sospensione di ogni servizio di navigazione. Subentra così la Gestione Governativa, che rileva anche il Patria.

Nel 1956 il piroscafo ha un ruolo importante nel salvataggio della nuova motonave “A. Volta”. Durante il traino dopo il varo, il lago agitato mette in difficoltà la nuova unità nei pressi di Colonno. L’intervento del Patria, comandato dal capitano Romeo Galli, consente di proteggere lo scafo e di ormeggiarlo temporaneamente a Campo.

Approfondimento

1966-1973 – Nuovi interventi e restauro degli interni

Nel 1966 il Patria viene sottoposto ad alcuni lavori e rientra in servizio il 27 giugno con una nuova cabina e una ciminiera bassa a strisce rosse.

Nella primavera del 1973 l’interno del piroscafo viene restaurato secondo lo schema originale. Il Patria torna in servizio il 10 giugno 1973. Una delle novità più apprezzate è l’inserimento di vetrate nella parte interna dei tamburi, che permettono ai passeggeri di osservare le ruote a pale in movimento.

1983-1990 – Il ritorno all’aspetto originale e l’ultimo servizio

Nella primavera del 1983 il Patria viene riportato al suo aspetto originale. Il fumaiolo torna alto, con la caratteristica banda bianca. Inoltre, le vetrate mobili dei terrazzini nei tamburi vengono sostituite da vetrate fisse, rendendo la coperta interamente chiusa.

Negli anni Ottanta il piroscafo viene impiegato soprattutto per crociere speciali e noleggi, mentre le corse di linea diventano sempre più rare.

L’estate del 1990 è l’ultima stagione in cui il Patria presta servizio. In autunno viene fermato al cantiere di Tavernola, ufficialmente per lavori di manutenzione. In realtà si ipotizza una trasformazione in motonave, come già avvenuto per alcuni piroscafi del Lago di Garda. L’opinione pubblica si mobilita in difesa dell’unità, che viene quindi ormeggiata alla diga di Como.

1991-1995 – Abbandono, degrado e rimozione delle caldaie

Il Patria rimane alla diga di Como fino al 1994. In un primo periodo gli arredi vengono ancora curati e i ponti in teak mantenuti. Dal 1993, però, la Gestione Governativa decide di dismettere completamente il piroscafo, lasciando progressivamente deperire i preziosi arredi.

Nel tardo autunno del 1994 il Patria viene trasferito a Dervio. Qui vengono rimosse le caldaie per sottoporle al controllo del R.I.NA. Nonostante l’esito positivo delle verifiche, le caldaie non vengono ricollocate a bordo e restano abbandonate all’aperto, esposte alla ruggine.

Nell’ottobre del 1995 il piroscafo viene alato a Dervio per lavori di manutenzione allo scafo. L’opera viva viene riparata nelle parti danneggiate dai lunghi anni di inattività.

1996-2002 – Promesse, articoli e anni di attesa

Negli anni successivi si susseguono articoli di giornale e promesse da parte della Navigazione, ma il Patria rimane fermo a Dervio.

Uno dei principali motivi indicati per il mancato restauro è la mancanza di fondi. Tuttavia, nello stesso periodo, la Navigazione Lago di Como costruisce nuovi traghetti e catamarani, con una spesa complessiva ben superiore a quella che sarebbe stata necessaria per restaurare il piroscafo.

2003-2004 – La speranza del recupero

Nel 2003 la Provincia di Como, guidata dal presidente Leonardo Carioni, decide di impegnarsi per il recupero del Patria. L’iniziativa vede il sostegno di storici amici del piroscafo, tra cui Piercesare Bordoli della “Famiglia Comasca”, il professor Borgonovo e altri sostenitori.

Il 27 febbraio 2004 viene formulata la proposta di vendita del piroscafo alla Provincia di Como per la cifra simbolica di 1 euro.

Il 15 luglio il Patria viene inaspettatamente alato sullo scalo di Dervio. Inizia così la prima fase dei lavori, dedicata al risanamento dello scafo. Sembra finalmente avviarsi la rinascita dello storico piroscafo.

2004 e anni successivi – Nuovi ostacoli e ulteriore spoliazione

Nonostante l’avvio promettente, la giunta provinciale di Como blocca l’iter di acquisto a causa di dubbi sull’utilizzo futuro del piroscafo una volta concluso il restauro.

Nel frattempo, la Navigazione Lago di Como provvede a rimuovere dal Patria tutto ciò che è possibile. I preziosi arredi originali del 1926 vengono abbandonati all’aperto in un angolo del cantiere di Dervio, mettendo nuovamente a rischio una parte importante della memoria storica del piroscafo.

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